Manifestazione diritti per tutt* contro il governo Salvini – Di Maio

20giugno

Se c’è una certezza in queste ore nella convulsa politica italiana, è che le varie forme di “democrazia limitata”, sia nella inedita versione del contratto di governo giallo-verde nazional-sovranista sia nella più conosciuta versione europeista-monetarista della “dittatura dello spread”, trovano terreno di convergenza nella riduzione dei diritti e dei processi democratici, nelle politiche razziste e discriminatorie, nella crescita delle diseguaglianze sociali, nei paradigmi escludenti e securitari, nell’accumulazione della ricchezza per pochi, nei modelli “workfaristici” di controllo sociale, nello sfruttamento e nella criminalizzazione delle marginalità.

Non a caso la rottura di domenica 27 maggio tra il presidente Mattarella e la “truppa giallo-verde” non si consuma sulla critica ai tratti anti-democratici, escludenti e razzisti del trattato di governo, tantomeno sugli aspetti sperequativi della flat-tax: su questi punti i “due fronti” concordano – i migranti irregolari vanno rimpatriati e la ricchezza non va redistribuita.

Quel che è certo è che la spirale reazionaria non si ferma e le vicende delle ultime ore hanno polarizzato ancora di più le posizioni sulla collocazione internazionale dell’Italia tra il fronte europeista-stabilizzatore, “leale” ai mercati finanziari, alla Troika e ai trattati dell’UE, e il fronte nazionalista, sovranista e populista.

Comunque vada, siamo consapevoli di vivere in un paese in cui la privazione dei diritti, l’esclusione e le disuguaglianze sociali sono prassi comuni, messe in atto proprio in quei palazzi del potere (questure, prefetture, commissioni territoriali) chiamati a decidere delle sorti di milioni di residenti in Italia: dinieghi alle richieste d’asilo, rifiuto di rinnovare permessi di soggiorno (anche forme di protezione internazionale) per “mancata integrazione” (dove “mancata integrazione” significa non aver trovato un lavoro o aver lottato per i propri diritti), richieste di documenti non previsti dalla legge (come il certificato di domicilio firmato dal proprietario di casa o certificato di residenza per il rinnovo del P.S., con la conseguente nascita di un mercato nero di questi certificati).
Prassi e leggi razziste (come la Bossi-Fini e la Minniti-Orlando) producono un numero sempre più alto di persone “irregolari”, prive di permesso di soggiorno.
Senza permesso di soggiorno non si può lavorare in regola, non è facile ottenere un reddito, si è facilmente sfruttabili e ricattabili.
Mentre Salvini, Di Maio e molti altri vaneggiano su “rimpatri di massa”, mentre l’UE firma accordi bilaterali con i paesi di origine (indifferente e complice quindi delle attività criminali e delle condizioni inumane, dalle quali scappano i migranti), riteniamo sia necessario mobilitarsi per rivendicare diritti e libertà per tutte e tutti.

Dopo la straordinaria assemblea di venerdi 25 maggio a Làbas, abbiamo deciso tutti e tutte insieme di aderire alle mobilitazioni lanciate a livello internazionale dalla Coalizione Internazionale Sans Papiers e rilanciate dalla rete Diritti Senza Confini: ci vediamo il 20 giugno alle ore 17 in piazza del Nettuno a Bologna, per andare oltre la retorica e trasformare la giornata mondiale del rifugiato in una giornata di lotta!

• Per la regolarizzazione di tutti e tutte i/le migranti/richiedenti asilo già presenti sul territorio italiano, contro gli accordi bilaterali criminali e le deportazioni;
• Contro i dinieghi e le prassi illegittime attuate dalle Prefetture, dalle Questure, dalle Commissioni territoriali: per la concessione del permesso di soggiorno umanitario a tutte/i, per il riconoscimento del domicilio di fatto per il rinnovo del permesso di soggiorno.
• Per la rottura del vincolo che subordina il permesso di soggiorno al contratto di lavoro ed alla disponibilità di un reddito prefissato per legge;

Perchè o lottiamo per più democrazia, diritti e reddito per tutt@ o non ce ne sarà per nessun@!

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