Fanno il deserto e lo chiamano sviluppo.

In questi giorni Bologna si ritrova a vivere immersa nella cappa di Pm10 e vengono lanciate le misure emergenziali per ridurre l’inquinamento. Ci dicono che riducendo il traffico veicolare migliorerà la qualità dell’aria e che potremo tornare a respirare con più tranquillità.

Quello che non ci dicono è che non è un’emergenza ma la normalità, anche quando i valori sono inferiori alla soglia stabilita non c’è da star tranquilli, le particelle cancerogene e mutogene le respiriamo lo stesso, e le accumuliamo. Ci vogliono far credere che rispettando il blocco della circolazione delle vetture più inquinanti e facendo la raccolta differenziata faremo la nostra parte per rendere più vivibile la città e il pianeta, ma mentre noi facciamo questo si continua ad abbattere alberi, a fare strade per far circolare altre macchine, a bruciare carbone per ricaricare quelle elettriche, a costruire supermercati con ampi parcheggi per vendere merci avvolte in quintali di plastica, a fare gasdotti, pozzi petroliferi e miniere per rifornirci di combustibili fossili. Se sicuramente i comportamenti individuali vanno migliorati quello che andrebbe radicalmente cambiato è il contesto in cui viviamo e che ci viene imposto. Gli stili di vita indotti, l’idea stessa di sviluppo. La scelta dei tanti che non possono permettersi una macchina non inquinante, funzionale per stare al ritmo della produzione e del consumo a cui dobbiamo aderire per campare in questo sistema, vengono messe sotto attenta osservazione, quella di chi ancora decide di produrre le macchine inquinanti, di chi investe ancora assurdamente sui combustibili fossili invece che sulle energie rinnovabili sono intoccabili.

A Bologna nonostante l’ormai abituale sforamento del PM10 il comune vuole radere i bosco dei Prati di Caprara, un sistema vivente che da venti anni sta rigenerando il suolo e l’aria della città, per fare più di mille appartamenti con annessi abitanti che avranno macchine che bruceranno diesel e benzina e caldaie pronte a bruciare metano, e produrre altra CO2, NO2, PM10 e quant’altro.

Per questo da mesi siamo entrati nella rete cittadina Aria Pesa che dal basso sta portando avanti un campionamento del biossido d’azoto nell’aria e nel comitato Rigenerazione no speculazione che si batte per un’idea di città basata sulla salute e la vivibilità di chi la abita e non sulle logiche estrattive della speculazione. Oggi siamo entrati nel bosco spontaneo dei Prati di Caprara per ribadire che va difeso, che è un bene comune, non del demanio, non dell’amministrazione comunale e nemmeno dell’invimit, ma di qualsiasi essere vivente. Per togliere il telo verde che nasconde lo scempio che hanno fatto abbattendo due ettari di bosco per una scuola di cui ancora non esiste nemmeno il progetto. Per aiutarlo ad essere ancora più resistente e resiliente.

E abbiamo deciso di farlo oggi, mentre in Polonia si svolge il cop24, l’ennesimo summit che analizzerà il problema ma non troverà le soluzioni, perché oggi in tutta Italia si mobilitano le comunità che da anni lottano per difendere i loro territori dalle opere inutili e dannose imposte per affermare che il progresso va avanti e non bisogna guardare indietro. Ma questo non è progresso ne sviluppo ma devastazione, rapina. Non potremo guardarci indietro perché dietro non ci sarà più nulla da guardare, solo il deserto, il pianeta è già al punto di non ritorno, ormai si tratta di limitare i danni e imparare a coesistere con i nuovi equilibri, e le catastrofi ambientali degli ultimi mesi dovrebbero farcelo capire. Il problema è globale per questo dobbiamo rispondere globalmente e intrecciare le lotte, con i notav che da più di vent’anni si battono con coraggio e caparbietà per difendere le montagne che abitano, con i notap che in tutto il paese, dal Salento fino a Minerbio, cercano di contrastare un opera anacronistica e pericolosa, con tutti i comitati che lottano contro nuovi inceneritori cementifici e quant’altro il capitalismo estrattivista vuole costruire per sfruttare oltre il limite

..questo pianeta e l’umanità che lo abita.

È il momento di lottare per difendere il futuro.

Ci troverete nelle strade, nelle piazze e nei boschi.

Làbas & Tpo

BILANCIO PARTECIPATIVO – Percorsi verdi tra Vicolo Bolognetti e Via Broccaindosso

Oggi aprono le votazioni del bilancio partecipativo del comune di Bologna che si chiuderanno il 19 di Novembre.
Làbas, Arena Orfeonica e istituto scolastico del comprensorio U16 hanno proposto un progetto: #quadrilateroverde
Il progetto prevede installazioni di piante e fiori che migliorino la vivibilità e la qualità dell’aria del quartiere Santo Stefano. Per vedere il progetto completo di foto clicca qui: http://partecipa.comune.bologna.it/bilancio-partecipativo/progetti/2018/quadrilatero-verde

Si può votare dai 16 anni e può farlo anche chi non è residente nel comune di Bologna.

Per votare è facile, bisogna:

  • Accedere al sito: partecipa.comune.bologna.it/bilancio-partecipativo , cliccare sul progetto quadrilatero verde e cliccare in alto a destra sul bottone “Vota questa proposta”
  • Si aprirà a questo punto la pagina di accesso alla Rete Civica >> “Per proseguire accedi alla Rete Civica”
    Per accedere, hai differenti possibilità:
    -attraverso la tua utenza SPID o FEDERA (sistemi autenticazione nazionale e regionale)
    -attraverso uno dei tuoi account di social network (Facebook, Google, Twitter, Linkedin)
    -attraverso un account di Rete Civica se l’hai già creato in precedenza o creando un nuovo account di Rete Civica.
  • Alla domanda “Per quale motivo hai scelto di votare per questo quartiere?” ci sono tre opzioni: studio, residenza/domicilio, volontariato/lavoro. Puoi anche selezionarne più di una.
  • Dopo queste operazioni si aprirà la pagina per convalidare il tuo voto e confermare la scelta seguendo le indicazioni date dalla pagina. Di seguito maggiori informazioni.
IL PROGETTO
Il progetto, che fa parte del Bilancio Partecipativo 2018 e che potrà essere votato online dal 30 ottobre al 19 novembre http://partecipa.comune.bologna.it/bilancio-partecipativo/progetti/2018/quadrilatero-verde ,
vuole promuovere nell’area interventi per migliorare la vivibilità e l’accessibilità degli spazi, vivacizzare ed incrementare la socialità, garantire l’attraversamento dei luoghi a persone di diversa età, provenienza ed estrazione sociale attraverso l’incremento del verde in un’area fortemente urbanizzata e tramite la creazione di un “percorso verde” da vicolo Bolognetti, attraverso il parcheggio di vicolo Bolognetti 10, il cortile interno di IC 16 , il Quadriportico, lo spazio del pozzetto, l’Arena Orfeonica e che risale Via Broccaindosso . Processi di attivazione sociale e di cura (del verde e degli spazi stessi), percorsi educativi e culturali in luoghi attraversati quotidianamente da bambini ed adolescenti, oltre che la percezione di piacevolezza e benessere legata all’incremento del verde in un’area fortemente urbanizzata, saranno i “prodotti sociali” di queste trasformazioni.
CONTESTO

L’area in questione è vissuta, rispetto alle aree interne al quadriportico, della scuola e dell’arena Orfeonica da: bambini (6-14 anni), ge docenti delle scuole Zamboni e Reni (IC16), giovani, universitari, miranti, abitanti del quartiere, studenti della sezione distaccata del Liceo Laura Bassi di Bologna.
Sono infatti presenti tra le due strade diversi servizi scolastici (I e II grado), servizi e attività sociali portate avanti dalle dalle realtà di Làbas, Arena Orfeonica e molte altre realtà associative, oltre ai servizi garantiti dalla Biblioteca Comunale.

BENEFICIARI

Il progetto è rivolto a tutti e tutte gli/le abitanti del quartiere della città senza distinzioni di età, provenienza ed estrazione sociale con particolare attenzione agli/alle alunni e alunne, genitori e docenti delle scuole adiacenti (Zamboni, Reni-IC16), ai residenti, genitori della scuola, insegnanti, studenti e studentesse universitarie e fruitori delle attività sociali proposte dalle realtà di Làbas, Arena Orfeonica ed altre realtà associative presenti nel territorio.

DESCRIZIONE

Il progetto prevede diversi interventi, quali:

  • realizzazione di segnaletica finalizzata alla moderazione della velocità dei veicoli su strada;
  • sistemazione della pavimentazione del parcheggio in vicolo Bolognetti, 10;
  • parete verde su rete metallica che separa il cortile scuola e il parcheggio;
  • introduzione di siepi e aiuole verdi, pavimentazione antiurto e fioriere all’interno del cortile della scuola;
  • installazione di “cassoni” con rampicanti tra le colonne del Quadriportico;
  • realizzazione di un giardino dei sensi (esempio: piante profumate, esperienze tattili etc.)  potenziamento impianti e dotazioni per proiezioni, installazione di canestri da Basket mobili (2 per adulti, 2 per mini basket bambini) all’interno dell’arena Orfeonica.

Bologna si attiva con Mediterranea Saving Humans*

Centinaia e centinaia di persone hanno risposto lunedì sera all’appello ad attivarsi con Mediterranea, lanciato da YaBasta Bologna e da Làbas e TPO.

Molto più che sostegno, quella che si è espressa durante la serata è stata la volontà di partecipare e di immedesimarsi: studentesse e studenti, membri di associazioni, realtà significative della città, esponenti dell’amministrazione, artisti, tanti volti amici e tanti volti nuovi erano con noi.

Mediterranea è fatta di tutti questi corpi che si oppongono a chi si ostina a rendere tutti i giorni il mar Mediterraneo un cimitero a cielo aperto; è un soggetto collettivo e aperto a ogni differenza che trovi la ragione di un agire comune nel desiderio di trasformare questa realtà. Se ogni giorno muoiono nel Mediterraneo otto donne e otto uomini, come ha ricordato Sandro Mezzadra, docente dell’Università di Bologna e promotore di Mediterranea, “allora è necessario non solo denunciarlo, ma anche provare a impedirlo”. Mezzadra ha sottolineato la forza collettiva che rende possibile realizzare azioni che sembrano al di fuori della nostra portata e che, invece, diventano realtà. Proprio come avere una nave per essere dove ha i suoi effetti più terribili la guerra ai migranti e la criminalizzazione delle ONG avviata già nel 2017 dal Governo precedente e portata alle estreme conseguenze da quello attuale. La nostra forza collettiva contesta nei fatti le affermazioni istituzionali secondo cui nel Mediterraneo debbano intervenire solo le autorità competenti. Con Mediterranea “rivendichiamo il diritto di una coalizione di soggetti indipendenti e autodeterminati, a intervenire nei luoghi di frontiera”. Nel corso dell’incontro appare evidente che la vera sfida, usando ancora le parole di Sandro Mezzadra “è fare in modo che una moltitudine di soggetti si approprino di Mediterranea per darne altri significati, nelle piazze e nelle strade, per reinventarsi e per reinventare il concetto di vita che valga la pena di essere vissuta e condivisa con le donne e gli uomini che ogni giorno sfidano i confini”. Non solo i confini materiali, ma quelli simbolici costruiti dal razzismo che divide invece che unire le legittime istanze di tutte le persone che oggi si trovano impoverite, precarizzate, spaventate dal futuro.

È questa la sfida che Lo Stato Sociale e l’attore Alessandro Bergonzoni accolgono e rilanciano ai presenti. Lodo e Bebo si raccontano al microfono nella loro percezione del confine e della società, facendo scappare a tutta la platea una risata liberatoria e complice; mentre l’artista Alessandro Bergonzoni come sempre affascina con i suoi collegamenti semantici che spiegano la necessità di un cambiamento della politica pubblica come della “politica interiore” delle persone, “per sentire diversamente, per pensare diversamente, per far crescere persone diverse. Mediterranea risponde a SOS – Save our Souls – il messaggio di aiuto per salvare anche il nostro mare interiore”.

A conclusione degli interventi si passa all’azione, al “Take Action”: i banchetti “Salvagenti”, dove scambiare informazioni, condividere opinioni, dare suggerimenti e disponibilità per la costituzione di un gruppo di supporto bolognese di Mediterranea. C’è la fila per comprare le magliette con il logo “Saving Humans”, per prendere i volantini da distribuire in città, per lasciare la disponibilità a imbarcarsi nella flotta come infermieri, fotografi, medici, mediatori, ma anche per comunicare semplicemente il proprio nome, per dire “ci sono, contate su di me”. C’è la fila per lasciare una donazione per sostenere economicamente Mediterranea e il suo crowdfunding. C’è la fila per mettere a disposizione il proprio volto: tanti e tante attendono di farsi scattare una foto per dare il proprio volto a Mediterranea, per dimostrare che Mediterranea siamo tutte e tutti noi!

Mediterranea è attiva a Bologna, attiviamoci insieme.

*articolo ripreso dal sito https://mediterranearescue.org/ 

 

Comunicato di adesione a Mediterranea

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Da Bologna siamo salpati insieme a Mediterranea sulla rotta dell’umanità, perché quando le leggi sono ingiuste disobbedire è un dovere. Siamo salpati insieme a Mediterranea per opporci ad un governo che si nutre della paura e del razzismo che alimenta. Siamo salpati insieme a Mediterranea per rifiutare la criminalizzazione della solidarietà e ridefinire una nuova Europa senza confini. Siamo salpati insieme a Mediterranea per salvare e salvarci da un presente ed un futuro di odio ed intolleranza.Siamo salpati con Mediterranea per divenire potenza collettiva contro la barbarie. Siamo salpati con Mediterranea per vincere la paura e il disprezzo con la solidarietà e l’umanità. Siamo salpati con Mediterranea per fermare la spirale dell’egoismo, della diffidenza, dell’ignoranza. Siamo salpati con Mediterranea con il desiderio di trasformare questa realtà disumana, per costruire un presente e un futuro senza “salvati” e “salvatori”, per aprire insieme nuovi spazi del possibile, nuovi spazi meticci e moltitudinari di costruzione del conflitto. Il crescente e quotidiano attacco ai diritti e alle libertà rende più profondo il solco di imbarbarimento segnato finora e accelera e rende più pervasivo l’attuale ciclo reazionari: riduzione dei processi democratici, chiusura di porti e confini, politiche razziste e discriminatorie, aumento delle disuguaglianze sociali, paradigmi escludenti e securitari, modelli “workfaristici” di controllo sociale, sfruttamento e marginalizzazione, criminalizzazione della solidarietà e dei/delle migranti. Si costruiscono sempre più dispositivi di sfruttamento e ricattabilità, di divisione ed esclusione, e la cittadinanza diventa meccanismo di gerarchizzazione e differenziazione. Non vogliamo più difenderci dagli attacchi, ma agire concretamente per rovesciare le cose. Una campagna d’odio ha delegittimato e criminalizzato la solidarietà verso chi si trova in pericolo, in mare come a terra. Ci opponiamo a questo corto-circuito con un atto concreto: essere presenti in quel tratto di mare, presenti per chi si ritroverà in pericolo, presenti per chi è naufrago in fuga da guerre e povertà e trova ostilità e barriere, presenti dove chi fugge dai lager libici e cerca in Europa un futuro di pace si trova invece alla deriva, naufrago e bersaglio della retorica razzista. Mediterranea è per noi una forza collettiva, una coalizione di soggetti indipendenti e autodeterminati, che intervengono nel Mediterraneo, quel luogo di frontiera dove secondo il Governo dovrebbero intervenire soltanto le “autorità competenti”, le stesse che respingono uomini, donne, bambini nell’inferno libico, le stesse che decidono unilateralmente che la Libia è un “porto sicuro” o che il Sindaco di Riace deve essere arrestato. Navighiamo con Mediterranea il Mediterraneo centrale, cimitero a cielo aperto, pericoloso e militarizzato spazio di frontiera, luogo di drammatici viaggi e frequenti naufragi, per impedire che la chiusura dei porti e dei confini diventi la causa di una strage continua. Essere in quelle acque significa denunciare la situazione di immobilismo davanti a una vera e propria ecatombe, significa fare luce sui centri di detenzione libici, dove ogni giorno avvengono torture e violenze e dove chi vi era fuggito viene riportato indietro, nella complicità dei governi italiani ed europei. Non vogliamo più restare a guardare le migliaia di persone che muoiono ogni giorno nel Mediterraneo, non vogliamo più restare indifferenti mentre l’imbarbarimento e la disumanità ci divorano. Salvare una vita in mare è l’unico modo per salvare noi stessi. È un atto necessario. Navighiamo il mare ma abbiamo bisogno di attivarci anche a terra. Vogliamo creare un ponte tra la terra e il mare, avvicinare il mare alla terra, con le tante persone che quotidianamente mettono in atto gesti concreti di solidarietà e di dissenso verso le campagne d’odio, nelle piazze e nelle strade insieme agli uomini e alle donne che ogni giorno sfidano i confini. Possiamo rafforzarci nelle conflittualità, possiamo scalfire il clima di odio, possiamo neutralizzare la disumanità generalizzata e “programmata”, possiamo rompere la retorica securitaria ed escludente, possiamo produrre anticorpi alla barbarie, possiamo tessere nuova società. Stiamo iniziando a farlo. La nostra scelta è attivarci, impegnarci, agire. L’unica scelta per chi non si rassegna ad un’Italia e ad un’Europa fatta di porti chiusi, confini segnati, intolleranza, indifferenza. Scegliamo il coraggio e la concretezza. In mare e a terra.

Tpo – Làbas

Attiviamoci con Mediterranea! Presentazione a Bologna

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ATTIVIAMOCI CON MEDITERRANEA!
PRESENTAZIONE A BOLOGNA

In un presente in cui il mare Mediterraneo diviene ogni giorno cimitero di donne, uomini e bambini ed i porti delle nostre città freddi muri respingenti, essere dalla parte della vita e della libertà vuol dire avere il coraggio di prendere posizione e agire di conseguenza.

Questo è quello che abbiamo deciso di fare da Bologna come attivisti e attiviste di Ya Basta! Bologna e dei centri sociali Làbas e Tpo assieme ad altre realtà italiane ed internazionali che hanno dato vita all’operazione Mediterranea Saving Humans: essere presenti, presenti con una nave battente bandiera italiana in un mare senza più soccorsi, presenti se qualcuno si ritroverà in pericolo.

Mediterranea vuole creare un ponte tra mare e terra, tra chi tenta di giungere in Europa e chi pretende di poterlo accogliere, per creare e connettere città rifugio e porti sicuri. Mediterranea naviga il Mediterraneo per affermare che nessuno debba ritrovarsi nelle condizioni di dover essere soccorso in mare. Mediterranea non è un’ONG, ma un’ “azione non governativa”, una piattaforma aperta, un insieme di linee che collegano il mare alle piazze, le piazze alle città, e le città ai porti, passando per le case e le strade di chi non accetta che vi sia distinzione tra le vite che meritano di essere vissute.

Mediterranea naviga in mare, ma ha bisogno di attivarsi anche a terra: per costruire spazi di solidarietà e resistenza, per salvare tutte e tutti noi da un presente e un futuro di odio e intolleranza, per opporsi a un governo che si nutre di paura e del razzismo che esso produce dobbiamo incontrarci, guardarci negli occhi, organizzarci e lottare per sostenere l’operazione Mediterranea.

Per farlo, ci vediamo lunedì 8 ottobre alle ore 18:30 a Làbas, in Vicolo Bolognetti n° 2 a Bologna.

Info:
https://mediterranearescue.org/
https://www.yabastabologna.com/
Per donare: https://www.produzionidalbasso.com/project/mediterranea-saving-humans/

Lo Sportello Lavoro si unisce allo Sportello Lavoro&Diritti di ADL Cobas Emilia Romagna

NEWS!
Lo Sportello Lavoro Ricerca&Orientamento cresce e si unisce allo Sportello Lavoro&Diritti di ADL Cobas Emilia Romagna.

Ogni giovedì dalle 16.00 alle 19.00, oltre ad offrire sostegno nell’orientamento e nella ricerca del lavoro, offriamo consulenza sul rapporto di lavoro:

  • ti aiutiamo a conoscere e riconoscere i tuoi diritti di lavoratore/lavoratrice;
  • ti supportiamo nella lettura della busta paga;
  • ti assistiamo nelle vertenze nei confronti del datore di lavoro.

Lo Sportello Lavoro è uno spazio aperto e gratuito rivolto a tutte/i coloro che cercano o vogliono cambiare lavoro. Un punto di contatto, informazione, orientamento e accesso ai servizi del territorio. Un luogo dove conoscere e riconoscere i tuoi diritti di lavoratrice/ore.

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Per studiare serve una casa – Lettera all’Università di Bologna

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Al prorettore vicario Mirko Degli Esposti,
al Rettore Francesco Ubertini,
a tutta la Comunità Accademica

Siamo studenti e studentesse dell’università di Bologna che come tanti e tante altre sono alla ricerca di un alloggio degno e con un prezzo accessibile.
Proveniamo da ogni parte d’Italia, d’Europa, del Mondo, e abbiamo scelto Bologna per la sua università. Oggi però rischiamo di dover rinunciare alla nostra scelta perché un alloggio non lo stiamo trovando.

Bologna negli ultimi tempi è cambiata: da essere la città con l’università più antica del mondo, che migliaia e migliaia di studenti e studentesse hanno attraversato e reso viva, passa ad essere una meta turistica ambita piena di Airbnb, dove le politiche che vengono attuate stanno portando a un cambiamento drastico del tessuto sociale e urbano.

Ci rivolgiamo a voi, rettori e prorettori, perché vi abbiamo sentito dire che non potete intervenire sulle dinamiche del mercato, ma a noi sembra che già lo stiate facendo avvalorando ipotesi di campus super hi-tech “all’americana” fuori dal centro e assecondando proprio questo tipo di mercato.
Voi dite che volete darci una mano per trovare casa fuori porta, noi vi diciamo che così facendo state dando il beneplacito allo spopolamento del centro perché sappiamo che, in fondo in fondo, vi fa comodo tenerci lontani.

Voi dite che ci saranno incentivi per chi trova una casa lontano dal centro, noi vi ricordiamo che questo “sconto” di cui parlate sarà applicato sulle tasse che già paghiamo, le stesse tasse che negli ultimi anni, sempre voi, avete aumentato.

Voi dichiarate che sono previsti nuovi studentati da realizzare, noi sappiamo però che uno studentato da 400 euro al mese non potremo mai permettercelo.

Voi dite di aver destinato 10 milioni per la costruzione di un nuovo studentato al Navile, a noi giunge notizia che non sarà proprio una costruzione a impatto zero, tanto che molti residenti della zona si stanno già lamentando. Noi vi proponiamo quindi di destinare subito i 10 milioni per risistemare il patrimonio già esistente sparso in città così da rispondere in tempi celeri all’emergenza.

Voi dite che comunque non ci dobbiamo preoccupare perché l’offerta didattica è in continuo miglioramento e che, tra le altre cose, avremo la possibilità di frequentare ancora più corsi in inglese.
Noi vi ripetiamo che invece siamo molto preoccupati/e perché senza una casa non si può studiare, nemmeno in italiano, figuriamoci in inglese. (L’inglese lo impareremo quando vorremo o saremo costretti a migrare!)

Noi vi diciamo che il mondo reale in cui viviamo in questi giorni di inizio delle lezioni e della normale attività studentesca è diverso da quello che descrivete in modo distaccato e superiore da lassù. Provate a uscire dalle stanze Rettorato e vedrete che le cose non vanno “alla grande” solo perché ci avete promesso “fantastici” studentati per il futuro.

Noi abbiamo bisogno di una casa subito! Voi, cosa ci rispondete?

Libera Università BOlogna

32° Festa di via Broccaindosso: Scendi in strada e prendi Parte

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SCENDI IN STRADA E PRENDI PARTE
★ FESTA DI VIA BROCCAINDOSSO 32° EDIZIONE ★

Colori, spettacoli, parole, giochi, musiche, persone si “riprendono” la strada: via Broccaindosso sarà speciale!

Sarà la festa di tutte e tutti, un momento per vivere il bello di una società che dal basso si organizza, viva, pensante e accogliente.
Un festa di strada che di questi tempi ha un grande valore, perchè se c’è qualcuno che ci chiama all’indifferenza o peggio alla paura dell’altro, è bene dire con semplicità: io non ci sto!

Per qualunque domanda o richiesta scriveteci: la festa è di tutti e chiunque può contribuire come vuole.

VIA BROCCAINDOSSO

-ore 12:30 Inaugurazione e taglio del nastro (civ. 79)

-ore 13:00 Pranziamo in strada con amici e vicini di casa

-ore 15:00 Tornei di briscola (civ. 69a)

-ore 16:30 Presentazione progetto Quadrilatero Verde:
Arena orfeonica, ic16 e Làbas stanno partecipando al percorso di bilancio partecipativo del comune di Bologna con una proposta che prevede una Riqualificazione in verde con l’istallazione di orti verticali, giardino dei sensi e piccole serre per ridare colore al comprensorio dell’ex convento, per restituire e rendere più attraversabile uno spazio della città che è di tutti e tutte senza esclusione di età, genere o provenienza. (civ. 20)

-ore 17:00 Torneo di tiro alla fune (civ. 51)

-ore 18:00 Poeti al Melograno (civ.20)

-ore 19:00 Concorso di Bellezza Orfeonica aperto a tutti (umani, animali, vegetali) (civ. 20)

-ore 20:30 concerto dei Forty Light Years – Rock Band (civ. 5)

Per l’intera gioranata Via Broccaindosso sarà animata da artisti di strada, spettacoli itineranti, spazio truccabimbi, banchetti e mercatino di autofinanziamento di libri e oggetti donati dagli abitanti.

ARENA ORFEONICA

-ore 14.30: Torneo di basket cooperativo e antirazzista a cura di LàbasPlayground

-ore 15.00: Torneo di ping-pong

-ore 18.15: Show “Boero” spettacolo clownesco, frizzante e coinvolgente di GiuliaMa.
Manipolazione di cappelli.. fuoco ..cappelli che prendono fuoco..Improbabili danze e ballerini, sono gli ingredienti di questo spettacolo dove le uniche regole sono la spontaneità e il gioco!!

-ore 21.30: “Frammenti di Efesto” spettacolo di arti di strada a cura di Le Fucine Vulcaniche

ATELIERSI

-ore 18.30:
Finding OiL! – Seconda Assemblea @ Prendi parte – Festa di Strada di Via Broccaindosso
Ateliersi invita tutti i cittadini e quelli che ancora non lo sono presso lo Spazio della Memoria, la sala teatrale dell’Atelier Sì, che si trasformerà per l’occasione in uno luogo di raccolta di visioni, vicende personali e prospettive sul rapporto tra identità e lavoro.
Uno spazio assembleare in cui – in un tempo diluito e cadenzato in quattro sessioni da mezz’ora – le persone entreranno per mettere in comune le proprie riflessioni, rispondere ad alcune domande, ascoltare altri pensieri.

Un luogo dove ogni mezz’ora il momento dell’espressione sarà preceduto da alcuni minuti di attraversamento di brani di romanzi, film, saggi e poesie come semi per una raccolta collettiva.

LÁBAS – Vicolo Bolognetti 2

-Dalle ore 17: Mercato contadino di CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare

-ore 19 (replica ore 20.45) : “La Bestia” Cirque Nouveau a cura di Ex.Art Circus
Una co-produzione Italia-Etiopia nell’ambito del progetto Ex.ART Circus, che vede sul palcoscenico la bolognese Clio Abbate, acrobata aerea, attrice e fondatrice della Scuola di circo di Rimini e Solomon Balcha Yani, insegnante e artista del Fekat Circus, scuola di circo sociale di Addis Abeba.
Uno spettacolo che attraverso giocoleria, mano a mano e acrobazia racconta con tatto e attraverso un linguaggio inedito il razzismo, i giudizi e pregiudizi sui quali si fonda l’incontro con l’altro, lanciando un messaggio di vicinanza e uguaglianza privo di moralismi e retorica.

– ore 19.45 QAEL BlackMusicSelection

Mario QAEL è un MC/Soul singer originario di Campobasso (Molise). Si approccia alla black music, prevalentemente al rap e la cultura Hip Hop, in giovane età, grazie alla sua passione per i graffiti che ancora oggi coltiva e pratica.
Esordisce con il suo primo disco “Un modo di agire” a dicembre 2015 ed è prevista l’uscita del suo secondo EP a Novembre 2017, nato dalla collaborazione con il produttore Natty Dub (Funk Shui Project).
Attualmente vive a Bologna e collabora con il trio 34Beat Band.

-ore 21.30 Voodoo Sound Club

Voodoo Sound Club nasce a Bologna nel 2007 da un’idea di Guglielmo Pagnozzi, e nel 2008 inizia le collaborazioni ancora attive con artisti come Roy Paci, Gianluca Petrella, Reda Zine e i percussionisti africani Billy Konatè, Sire Doumbouya, Famoudou Konatè e anche collaborazioni artistiche con bande del Sud Italia.
Una miscela esplosiva di funky, afrobeat, jazz, gnawa music, afrocuban music, psichedelia e canzoni di lotta ed impegno sociale.
Musica animista da ascoltare ma soprattutto da ballare in un concerto dalla forte connotazione sciamanico-rituali.
ATTENZIONE: può indurre stati di trance.

-ore 23.30 Godblesscomputers DjSet

Lorenzo Nada è Godblesscomputers.
Nato a Ravenna, si forma come beatmaker, producer e dj, mosso da una precoce passione per i campionatori e per i vinili.
Durante un espatrio a Berlino, nel 2011 prende vita “Godblesscomputers”. Pensato inizialmente più come titolo che come vero e proprio moniker, sarà questa la firma di un progetto musicale che, ispirato da ritmiche e stilemi della musica black, avanza in territori elettronici mantenendo però fedele il groove e il calore originario del suo suono. Da appassionato ascoltatore, Lorenzo é soprattutto un collezionista di suoni; li esplora, cataloga, seziona e ricompone in elementi di sintesi per costruire le sue produzioni. Unisce e alterna texture organiche e ritmiche impazienti, silenzi e pathos, condensazioni del beat a cui corrispondono lunghe sospensioni malinconiche.
Dopo tre anni all’estero, Lorenzo torna in Italia, a Bologna.
L’uscita di due LP, a breve distanza l’uno dall’altro, Veleno (FreshYo!,2014) e Plush and Safe (LaTempesta international/FreshYo!, 2015), consolida il percorso di Lorenzo fino ad oggi.
Solchi emerge dalla scia che questi due dischi hanno lasciato, dopo due anni.

Vi aspettiamo sabato 22 settembre per una festa che sarà incredibile: sarà la festa di tutte e tutti, la festa di chi prende parte!

Il nuovo sito di Làbas a un anno dallo sgombero

Untitled design (56)È passato un anno dallo sgombero di Làbas dall’ex caserma Masini.
Abbiamo pensato di cogliere l’occasione di questa giornata per lanciare il nostro nuovo sito web www.labasbo.org che ha già dei contenuti inediti (come il reportage fotografico all’ex caserma Masini a cura di Malì Serena Aurora Erotico). Siamo partiti dalla necessità non solo di migliorare la veste grafica e la fruibilità, ma di rendere questo strumento sempre di più una porta sul nostro mondo, le nostre idee, il percorso che ci ha portato ad essere quello che siamo e dove vogliamo andare. Attraverso il sito proveremo anche a controbilanciare l’egemonia dei social network nella produzione e condivisione dei nostri contenuti. Coloro che vogliono immergersi nella nostra esperienza politica e non si accontentano di fagocitare informazioni “just in time” potranno quindi spaziare tra le diverse sezioni. Nel sito troverete non solo le nostre iniziative passate, presenti e future, le attività dei singoli progetti, ma anche una sezione “storica”, un archivio media con le migliori foto e video, una lunga selezione di articoli di giornale che negli anni hanno “parlato di noi” in formato pdf. È un modo per raccontare noi stessi anche attraverso la voce di altr*. Naturalmente, questo lavoro non è concluso e forse non lo sarà mai: la materialità delle lotte, dei conflitti, dei processi sociali e politici ci chiameranno a cambiare di nuovo…e ad essere sempre in movimento!

Ricordiamo anche a tutte e a tutti che i mercoledì di Làbas e le altre attività a Vicolo Bolognetti riprendono il 29 agosto. Per il resto, stay tuned!

Manifestazione diritti per tutt* contro il governo Salvini – Di Maio

20giugno

Se c’è una certezza in queste ore nella convulsa politica italiana, è che le varie forme di “democrazia limitata”, sia nella inedita versione del contratto di governo giallo-verde nazional-sovranista sia nella più conosciuta versione europeista-monetarista della “dittatura dello spread”, trovano terreno di convergenza nella riduzione dei diritti e dei processi democratici, nelle politiche razziste e discriminatorie, nella crescita delle diseguaglianze sociali, nei paradigmi escludenti e securitari, nell’accumulazione della ricchezza per pochi, nei modelli “workfaristici” di controllo sociale, nello sfruttamento e nella criminalizzazione delle marginalità.

Non a caso la rottura di domenica 27 maggio tra il presidente Mattarella e la “truppa giallo-verde” non si consuma sulla critica ai tratti anti-democratici, escludenti e razzisti del trattato di governo, tantomeno sugli aspetti sperequativi della flat-tax: su questi punti i “due fronti” concordano – i migranti irregolari vanno rimpatriati e la ricchezza non va redistribuita.

Quel che è certo è che la spirale reazionaria non si ferma e le vicende delle ultime ore hanno polarizzato ancora di più le posizioni sulla collocazione internazionale dell’Italia tra il fronte europeista-stabilizzatore, “leale” ai mercati finanziari, alla Troika e ai trattati dell’UE, e il fronte nazionalista, sovranista e populista.

Comunque vada, siamo consapevoli di vivere in un paese in cui la privazione dei diritti, l’esclusione e le disuguaglianze sociali sono prassi comuni, messe in atto proprio in quei palazzi del potere (questure, prefetture, commissioni territoriali) chiamati a decidere delle sorti di milioni di residenti in Italia: dinieghi alle richieste d’asilo, rifiuto di rinnovare permessi di soggiorno (anche forme di protezione internazionale) per “mancata integrazione” (dove “mancata integrazione” significa non aver trovato un lavoro o aver lottato per i propri diritti), richieste di documenti non previsti dalla legge (come il certificato di domicilio firmato dal proprietario di casa o certificato di residenza per il rinnovo del P.S., con la conseguente nascita di un mercato nero di questi certificati).
Prassi e leggi razziste (come la Bossi-Fini e la Minniti-Orlando) producono un numero sempre più alto di persone “irregolari”, prive di permesso di soggiorno.
Senza permesso di soggiorno non si può lavorare in regola, non è facile ottenere un reddito, si è facilmente sfruttabili e ricattabili.
Mentre Salvini, Di Maio e molti altri vaneggiano su “rimpatri di massa”, mentre l’UE firma accordi bilaterali con i paesi di origine (indifferente e complice quindi delle attività criminali e delle condizioni inumane, dalle quali scappano i migranti), riteniamo sia necessario mobilitarsi per rivendicare diritti e libertà per tutte e tutti.

Dopo la straordinaria assemblea di venerdi 25 maggio a Làbas, abbiamo deciso tutti e tutte insieme di aderire alle mobilitazioni lanciate a livello internazionale dalla Coalizione Internazionale Sans Papiers e rilanciate dalla rete Diritti Senza Confini: ci vediamo il 20 giugno alle ore 17 in piazza del Nettuno a Bologna, per andare oltre la retorica e trasformare la giornata mondiale del rifugiato in una giornata di lotta!

• Per la regolarizzazione di tutti e tutte i/le migranti/richiedenti asilo già presenti sul territorio italiano, contro gli accordi bilaterali criminali e le deportazioni;
• Contro i dinieghi e le prassi illegittime attuate dalle Prefetture, dalle Questure, dalle Commissioni territoriali: per la concessione del permesso di soggiorno umanitario a tutte/i, per il riconoscimento del domicilio di fatto per il rinnovo del permesso di soggiorno.
• Per la rottura del vincolo che subordina il permesso di soggiorno al contratto di lavoro ed alla disponibilità di un reddito prefissato per legge;

Perchè o lottiamo per più democrazia, diritti e reddito per tutt@ o non ce ne sarà per nessun@!